Vietato Morire

Inizio a scrivere mettendo questo titolo perché “Vietato Morire” è una frase a cui non avevo mai pensato. Anzi, ultimamente è un pensiero che ricorrente nella mia testa mi dice, ogni minuto che passa nella mia giornata, che c’è qualcosa che non va nella mia vita, anzi, più di una cosa.
Ma perché non riesco a prendere le forze per lottare contro la mia testa ? Perché mi sembra sempre tutto così difficile? Eppure non sto male, non ho un tumore, non sono orfana (anche se in realtà ho tutte le mie buone ragioni per sentirmici) e non sono sola: allora perché non ho le forze per fare un sorriso vero?
Oggi  hanno diagnosticato il cancro al papà di una mia amica. Questa cosa mi fa riflettere. Come può cambiare la vita da un momento all’altro? Un giorno siamo tutti insieme a ridere e scherzare e il giorno dopo mi ritrovo a consolare una ragazza e a riflettere sul senso della vita. Ho avuto molte esperienze di cancro nelle persone che avevo accanto e come ogni volta la mia Non sensibilità mi porta a immaginare come può essere strutturato quel cancro, che sintomi può avere quella persona, quali sensazioni si provano a convivere con un corpo estraneo e maligno, invece di focalizzarsi su cosa sta provando l’altro.
Subito dopo il vuoto.
Iniziano le mie crisi esistenziali.. Perché una figlia deve vedere soffrire il padre con il quale va anche d’accordo, non poteva capitare al mio, con il quale più di tanto non ho nemmeno un rapporto? A me sarebbe dispiaciuto ma non lo vedo da moltissimo tempo e immaginarlo morto mi farebbe comodo per dare una giustificazione al fatto che non trovo il coraggio di parlarci. Oggi sei qui, domani non si sa.
Non so se ho il coraggio di vivere con questa angoscia sulle spalle. Non so se voglio vivere sapendo che un giorno potrò soffrire, morirò soffrendo e farò soffrire gli altri. Capisco la sofferenza, ma Dio, Tu avevi detto che esiste una croce gloriosa non una sofferenza eterna che termina con una croce e poi per i più fortunati una resurrezione. Non vorrei vivere per soffrire, ma non vorrei nemmeno morire. Vorrei essere una figura mitologica, una strega in possesso delle magie più rare per evitare di soffrire, ma immortale come i vampiri.
Insomma tutte figure poco reali. Questa notizia mi ha creato una confusione nello Spirito che non immagini. Senso della vita? Senso della sofferenza? Senso delle parole. Eh si perché ora, cosa dico a questa ragazza? Ehy dai consolati che Dio vi sarà accanto, io pregherò per voi e anche se non guarirà sappi che Dio ti ama e non ti abbandonerà. Certo il senso sarebbe questo, ma io non sono ingrado di annunciare proprio un bel nulla, io non ho chiaro quello che Dio fa con me, figuriamoci con gli altri. Credo che sono impantanata in un mare di fili ingarbugliati nel mio cervello.
una cosa sola vorrei dirle : ” qualsiasi cosa succeda a tuo papà, io pregherò per lui e per voi, ma ancora più fondamentale per te stessa è che non ti abbatti, vale per tutti VIETATO MORIRE”.

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